Nuovo sito Web

www.emanuelamazza.it

Link | Pubblicato il di | Lascia un commento

C’è un tempo per ogni cosa…

 Martha Graham

È necessario assumersi la responsabilità personale. Non è possibile cambiare le circostanze, le stagioni, o il vento, ma puoi cambiare te stesso. Questo è qualcosa di cui farti carico.

Jim Rohn

Il mese appena trascorso è stato intenso, ricco di esperienze, incontri, impegni di lavoro, opportunità… e tanti tantissimi apprendimenti.

Un corso a Barcellona di 5 giorni durante il quale ho potuto confrontarmi con tanti miei limiti e paure e affrontarli e andare oltre, salendo di un livello o, volendo, scendendo di uno strato in profondità per guardarmi dentro, per crescere e avere nuove consapevolezze.

Due giorni a Bologna all’evento di Performance Strategies dove il “tempo” è stato uno degli argomenti principali.

La chiusura del primo livello del percorso di formazione per Liberi Professionisti progettato e realizzato da me, Professionista Manager in collaborazione con l’Associazione Vicina e l’Ordine dei Commercialisti di Roma.

E poi tante altre esperienze, personali e di lavoro che in qualche modo avevano un leitmotiv. Tornava, a prescindere dalla circostanza,  qualcosa che aveva a che fare con il tempo giusto per fare o non fare determinate cose… A volte ti capita di voler fare le cose di fretta, o con qualche forzatura… e poi ti accorgi che è il momento giusto per rallentare o per fermarsi addirittura, fare un passo indietro e avere una visione più chiara prima di ripartire. Napoleone Bonaparte diceva “Poiché ho molta fretta, vado piano”. Grande lezione, seppure apparentemente così semplice e banale. Quante volte per la fretta di arrivare al risultato commetti errori madornali rischiando di rovinare tutto?

Altre volte le circostanze ti impongono decisioni rapide e azioni conseguenti altrettanto immediate. E devi saperle vedere, valutare e cogliere al volo. Altrimenti perdi il treno…

In questo mese ho riflettuto tanto su questo aspetto… sì, c’è un tempo per ogni cosa… mirroredtreessecondo la stagione… c’è un tempo per preparare il terreno, uno per seminare, uno per prendersi cura del seminato e un altro per raccogliere e godersi i frutti… e ognuno di questi tempi ha attività e ritmi diversi… non puoi cambiarli, né saltare qualche passaggio… perché è proprio così che rischi di rovinare tutto…

Allora il primo passo è comprendere in quale stagione, in quale tempo, in quale fase di quella data situazione ti trovi… per fare la cosa più efficace al momento giusto, sincronizzata con il sistema… e se non sei allineato al sistema, se non lo sai ascoltare, se non hai una visione adeguata… non funziona.

Questo vale per tutto. Nel lavoro, così come nelle relazioni, familiari, con gli amici più o meno stretti.

Anche lì, non è detto che il ritmo, l’intensità, le azioni siano sempre uguali a se stesse… dipende dal tempo in cui ti trovi… e in cui si trova l’altro, nel qui e ora, che è un divenire costante di fatti, sensazioni, emozioni…

Di fronte a tutto ciò, il massimo che puoi fare è cambiare tu avendo sempre ben presente quello che è importante per te e verso dove vuoi andare.

Pochi giorni fa, a questo proposito, ho corso il rischio di rovinare un rapporto di amicizia e di connessione importante per me e ho capito che anche in questo caso si trattava di tempo… non avevo compreso il “tempo” dell’altro, per cui avevo aspettative diverse…

Pur essendo una Trainer di PNL e una Coach, mi sono distratta e non ho ascoltato i segnali, non ho capito, non sono entrata nella mappa dell’altro… il risultato è stato che, sicuramente anche per un momento di mia stanchezza particolare, ho forzato un equilibrio e ho sbroccato…

Così, un’altra lezione che mi sono portata a casa, non per la prima volta è vero, è che quando tieni davvero a qualcosa o a qualcuno, non è così importante chi ha torto o chi ha ragione, è importante guardare quello che è, anche se quello che è non ti piace tantissimo, o anche se significa ammettere un errore, mettere da parte l’orgoglio e tirare fuori un po’ di umiltà… ammettere l’errore, chiedere scusa o aiuto, se necessario, e rimettersi in sella, riconnettersi con te stesso e con gli altri. Nei percorsi spirituali mole volte questo processo viene definito “ritornare in te”, perché nel momento in cui sbrocchi sei oggettivamente fuori di te…

Così come quando a volte in corsa verso obiettivi, risultati… perdi vista il vero scopo e te stesso.

Ecco… queste sono le lezioni importanti che mi sono portata a casa in questo mese mentre sfidavo i miei limiti in cose che pensavo per me impossibili e che invece ho fatto, un passo alla volta, avendo l’umiltà di chiedere aiuto quando ne ho avuto bisogno, credendo di potercela fare. Ho imparato che il guerriero è quello che conquista se stesso, quello che agisce o si ferma in base a ciò che è necessario in quel momento. Qui e ora, con integrità, continuando a combattere per le cose in cui crede e per le persone davvero importanti.

C’è un tempo per ogni cosa… E quel tempo è nel qui e ora. Stare nel presente ed essere presente è il modo migliore per allenarsi alla felicità. Davvero.

E tu, come ti stai allenando alla felicità?

Grazie!

Emanuela

Pubblicato in Emanuela Mazza | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Chiudere i cicli

chiusura ciclo

“Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine.

     Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo:

non importa come lo si definisca, ciò che conta

è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.”

Paulo Coelho

…lasciando spazio a nuovi cicli, nuovi apprendimenti, nuove consapevolezze… nuove orme… nuovi viaggi e nuovi compagni di viaggio pur custodendo come qualcosa di prezioso tutte le persone e tutte le esperienze che hanno contribuito a farti arrivare dove sei.

Ogni volta che mi sono trovata di fronte a un ciclo che stava chiudendosi più o meno sono successe cose analoghe. Non ero io che stavo chiudendo quel determinato ciclo. Io mi stavo limitando a rendermi conto che quel ciclo si stava chiudendo da solo, si stava esaurendo. Aveva compiuto quello che doveva compiere. Poteva trattarsi di un rapporto sentimentale, o di un’amicizia, o di uno sport, o di una collaborazione professionale… Persino con il mio matrimonio è andata così.

In ogni situazione la mia azione è stata solo quella di guardare le cose per come erano, per come erano diventate, non necessariamente peggio o meglio, semplicemente trasformate in un processo che aveva esaurito il giro di pista previsto.

All’inizio… percepirlo con la pancia, con qualche corda che senti toccata in modo insolito, ti fa un po’ male, ti sorprende, ti coglie impreparato… e allora lasci correre… fai sì che sia il tempo a darti dei segnali… aspetti mettendoti nella posizione dell’osservatore. Fino a quando non passi questa sensazione alla parte razionale di te che comincia a mettersi in diverse posizioni fino  ad avere il coraggio di guardare la realtà, la vita, la situazione, le persone, i rapporti… per quello che sono, e non per come dovrebbero essere o per come vorresti che siano. E proprio da questo imparare qualcosa, cambiare livello e lasciare che anche gli altri lo facciano.

Nel mio lavoro di Coach, mi capita spesso con i clienti che arrivano, iniziano con me un percorso che in genere dura 5-6 mesi e poi, una volta portati a un livello di consapevolezza profonda i nuovi apprendimenti, una volta raggiunti i risultati e acquisite le nuove abitudini e strategie… volano con le loro ali per proseguire altrove il loro viaggio, dotati di nuovi strumenti per affrontarlo.

Io credo che ogni persona, ogni esperienza siano Maestri che si incontrano, lezioni che la vita ci dà sotto varie specie. Giuste, al momento giusto. Per un tempo determinato. Un ciclo. E, come ho scritto recentemente in un mio post su Facebook

Il miglior Maestro è quello che ti mostra dove guardare affinché tu scopri la meraviglia che sei e di avere le ali; ti allena, un giorno alla volta, affinché impari a volare. E poi… sa riconoscere quando il suo compito è finito e ti lascia andare e ti guarda spiccare il volo. Le ali le hai già, e ormai sai di averle così come sei consapevole di te, di chi sei davvero. Non ti resta che spiccare il volo e… volare.

E aggiungo… per volare al livello successivo, a imparare la prossima lezione dal prossimo Maestro.

E’ per questo che “Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo…”

perché è l’unico modo per scriverne un altro.

Grazie ❤

Emanuela

Pubblicato in Emanuela Mazza | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Sogna in grande

Dream Big_Gabbiano

“Non lasciare che menti piccole ti convincano di avere sogni troppo grandi” 
Quante volte mi è capitato? Se penso anche a quando ero bambina… quando anche senza parlare uno sguardo di un genitore o di un’insegnante (io poi andavo dalle suore tedesche), un solo sguardo era in grado di farmi smontare… e poi anche crescendo… quante volte ho lasciato che i “GUARDIANI”, nel senso deteriore del termine, quelli appunto con menti e visioni piccole, mi distogliessero da quello che in quel momento rappresentava il mio Viaggio dell’Eroe. Per scoprire chi ero, per crescere…
Fino a quando, direbbe Joseph Campbell, non ho cominciato a sentire quello scricchiolio, quel grado di insoddisfazione che mi ha portato a rispondere alla mia chiamata, sì, quella che ti fa fare il primo passo verso l’ignoto, quella che ti fa credere che c’è e ci può essere dell’altro, ancora tutto da scoprire, ancora tutto da imparare. E da allora non ho mai smesso di avere voglia di imparare. Ho cominciato a credere in me e nei miei sogni e ad avere il coraggio di seguirli.
Senza fermarmi ai gusti e ai parametri altrui nel giudicarli troppo grandi… semplicemente andando avanti, continuando a combattere da testarda guerriera quale sono, scegliendo una professione, quella di Coach, che mi consente di aiutare gli altri a fare altrettanto. Realizzando il mio scopo… Continuando ad avere sogni… correndo il rischio di viverli. Questo è quello che io chiamo Vita.

Grazie ❤

Emanuela

Pubblicato in Emanuela Mazza | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Tra giusto e sbagliato… incontriamoci là.

Out beyond ideas

“Al di là delle idee di ciò che è giusto fare e ciò che è sbagliato

c’è un campo. Ti incontrerò lì.”

Rumi

Sono giorni, ma che dico, forse è una vita che rifletto su questo argomento. Negli ultimi giorni alcuni eventi hanno fatto sì che mi ci concentrassi più del solito.

Cosa è giusto… cosa è sbagliato? Da quando ho conosciuto e iniziato a studiare la PNL – programmazione Neuro-Linguistica ho imparato che ognuno ha la sua mappa, che ognuno in base a quello che vede, sente… la racconta a se stesso e agli altri. Ed è proprio così. Quando due persone discutono, ascolti la versione di uno e in fondo, dal suo punto di vista ha ragione. Poi ascolti l’altro e, anche lui, dal suo punto di vista, ha ragione. E non c’è proprio niente di strano in questo.

Francois De La Rochefoucauld diceva “Le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola.” Per questo esiste la negoziazione, e io nel mio lavoro di Coach aiuto le persone anche nella gestione dei conflitti. E il segreto è sempre lo stesso: alzare il livello del terreno della contesa e trovare uno spazio, un tempo, un terreno comune dove incontrarsi.

Quando penso una cosa, e penso sia giusta, funzionale ed efficace, mi aspetto che le persone intorno a me condividano lo stesso entusiasmo, la stessa visione e agiscano e reagiscano con lo stesso mio grado di energia, di tempismo. Solo che poi mi rendo conto, un secondo dopo, che il mio passaggio tra il pensare e agire è stato rapido, forse troppo per l’altro o, quantomeno, non condiviso.

Mi torna in mente l’immagine di quando ero giovane, studentessa universitaria o ai primi passi nel mondo del lavoro, quando ricevevo degli input che in quel momento non coincidevano con i miei, con le mie priorità… con le cose su cui mi stavo concentrando in quel momento. Io, in effetti, testarda fin da piccola, andavo dritta per la mia strada… e tutto sommato non sono cambiata tanto!

E allora, oggi, quando mi trovo in situazioni simili, in qualche caso magari nel ruolo di chi ora li dà gli input,  ai figli, ai clienti, ad un amico… io ho la mia mappa, i miei tempi di reazione, le mie motivazioni. E loro hanno le loro. Mi rendo conto che funziona solo quando io stessa cerco quello spazio e quel terreno comune, quando c’è quello sguardo e quell’ascolto all’altro, uscendo dal mio terreno, quello in cui mi muovo di certo più comodamente. La strategia ha qualcosa in comune con quella che già mi torna utile in altre occasioni: fermarmi… contare fino a 10… chiedermi qual è la mia parte sulla quale posso correggere il tiro… Cosa sto facendo per cui non sto andando al passo con l’altro… Questo mi dà almeno la possibilità di cambiare strategia… il risultato non è garantito ma sempre, almeno, cambia la mia energia e di conseguenza l’energia che arriva all’altro. Cambia che posso dire ogni volta di aver imparato qualcosa… su di me e sull’altro.

Quindi? Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Né l’uno né l’altro…

Tra giusto e sbagliato… c’è un mondo tutto da scoprire, da costruire e da condividere. Incontriamoci là.

Grazie!

Emanuela

Pubblicato in Emanuela Mazza | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ascolta il tuo cuore…

Heart_Question_AnswerIl cuore ha le domande e le risposte allo stesso tempo. E’ a lui che mi rivolgo quando devo prendere decisioni, fare cambiamenti nella direzione del Mio Scopo. Faccio come diceva la canzone dei Roxette  Listen to your heart when he’s calling for you. Ed è proprio così, ti chiama, e tu puoi rispondere oppure no, puoi continuare a fare finta di niente.

Solo che anche quando fai finta di niente, prima o poi, torna a chiamarti, con quel formicolio, quel senso di inquietudine… che ti fa sentire che c’è ancora qualcosa che devi fare, che c’è il tuo viaggio dell’Eroe da intraprendere o da proseguire o da ricominciare.

Un altro livello di te e del tuo mondo da scoprire, da costruire e da migliorare.

La prima risposta, quella dell’istinto… in molti casi è no, non ce la posso fare; la prima emozione è la paura, e con lei arriva il blocco, la paralisi, l’incapacità di muovermi. Il cervello va in over-booking e mi sembra di vedere solo nebbia.

Ma il cuore mi chiama. Lo sento. E allora mi prendo uno spazio, un tempo… mi confronto prima con me… poi con i miei mentori… e faccio 5 passi importanti:

1. Ascolto le domande e le risposte del cuore. Questo mi aiuta a capire cosa voglio veramente tenendo ben presente la mia direzione, il mio scopo della vita, il mio PERCHE’.

2. Metto in fila le cose per guardarle una ad una in sequenza, per priorità. Questo mi aiuta a fare chiarezza dove prima c’era un ammasso di sagome indistinte che mi creavano solo confusione.

3. Decido di iniziare il Viaggio

4. Definisco i miei Obiettivi.

5. Agisco. Ho imparato da Anthony Robbins che quando prendi una decisione la cosa più importante è compiere un’azione immediata per assumerti l’impegno concreto e rinforzarla.

C’è una sesta cosa che non metto nell’elenco ma perché è dentro ognuno dei punti, è a monte, è durante, è dopo… c’è sempre, ed è quella che mi consente di muovermi, quella che mi consente di uscire dalla paralisi data dalla paura, è quella che, come spesso dico e scrivo, mi dà la forza il coraggio di tirare i dadi… la Gratitudine.

E non è una cosa così tanto per dire!

GRATITUDINE per

– le piccole cose, apparentemente insignificanti, che già mi aiuta a cambiare energia e paradigma quando ne ho bisogno;

– per le persone che ho intorno, amici, maestri, mentori che fanno il tifo per me e con me… che ho imparato a scegliere. Una volta ero compiacente con chiunque; oggi scelgo di avere vicino persone che mi incoraggiano nel progredire e mi allontano dai contesti che sono depotenzianti. Anche questa è stata una conquista nel tempo!

– per la voglia che ho di imparare sempre e per la mia costante curiosità che mi permette di avere l’umiltà di chiedere aiuto senza la pretesa di fare tutto da sola

– per la determinazione e la perseveranza che mi permettono di correggere il tiro, cambiare strategia e andare avanti anche quando i risultati non arrivano nei tempi sperati

– per aver capito che la cosa importante è progresso e non perfezione

La Gratitudine per essere come sono… il prodotto delle esperienze e delle cose fatte e imparate finora… in viaggio… in costante crescita… in costante progresso… felice come Coach e come Trainer di poter condividere quello che ho imparato con i miei clienti e accompagnarli nel loro Viaggio…

Questo è un momento di decisioni importanti. Ascolto il mio cuore… Il resto verrà di conseguenza.

E a te… cosa  sta dicendo il cuore? Quale viaggio ti sta chiamando a fare?

Buona giornata!

🙂 Emanuela

Pubblicato in Emanuela Mazza | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Passi avanti, passi indietro… Ripartendo, sempre e comunque.

Gabriel Tutti i Passi

“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli,

e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.

Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.”

 (José Saramago)

È vero. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Anche quando ti sembra di aver sbagliato strada. Anche quando ti sembra di aver commesso qualche errore o, comunque, che non ti trovi nel luogo in cui avevi pianificato di arrivare. Non ancora almeno.

È appena iniziato l’anno e per essere onesta in qualche momento ho pensato di essere nell’ultimo livello di Super Mario per le cose che stavano accadendo a me e intorno a me in questi ultimi tempi. Prove importanti, complicate da gestire, di fronte alle quali ho provato mille emozioni, anche in contrasto fra loro, tra cui anche e soprattutto la paura di non farcela, la paura che fosse tutto troppo. Quella paura che in certi momenti ti fa sentire bloccato, impossibilitato ad andare da nessuna parte: né avanti né indietro.

Riflessioni a 360° su vari fronti: famiglia, amici, lavoro… Decisioni difficili, e in qualche caso dolorose, prese facendo un viaggio nell’anima per ascoltarmi, guardando le mie paure, entrando in contatto con quella parte di me che a volte tendo a nascondere, chiedendomi qual’era la cosa giusta da fare. Distacchi…  Cambi di schema avendo imparato che se non cambi nulla, nulla cambia.

E allora mi sono chiesta se stavo facendo passi avanti o passi indietro. Poi stamattina ho letto un articolo di Sebastiano Zanolli, persona a me cara e che stimo tantissimo, che parlava di resilienza, argomento di cui anche io ho scritto più volte e soprattutto che più volte ho potuto sperimentare nella mia vita.

Sabastiano scrive: “come dice wikipedia : “la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti”.

Ricostruirsi, ripartire, rinascere… come l’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri e cheAraba-fenice nella saga di Harry Potter è dotata di poteri straordinari: è in grado di sollevare pesi immensi e le sue lacrime hanno poteri curativi. Sarà un caso, ma forse anche no! In questi giorni sentivo che il peso fosse davvero troppo e sentivo il bisogno di far uscire le lacrime per sciogliere qualcosa dentro, il “ghiaccio dell’anima”  direbbe Hermann Hesse.

Allora vanno bene I passi avanti e vanno bene anche quelli indietro che in qualche modo sono anch’essi passi avanti, dipende da dove li guardi.

Perché è un passo avanti trovare il coraggio di affrontare quello che ti fa paura;

è un passo avanti fare tutti i passi indietro che servono per rompere schemi non più funzionali e dare la possibilità all’altro di volare liberamente, di sperimentare, di crescere… anche quando il distacco fa male;

è un passo avanti fermarsi e fare i passi indietro necessari per ricordarsi di non essere Wonder Woman, ma una persona, una donna, una mamma, una coach, un’amica… con luci e ombre, punti di forza e fragilità (per fortuna, benvenuta tra gli esseri umani!);

è un passo avanti avere l’umiltà di chiedere aiuto alle persone che ti stanno dimostrando di esserci e di essere veri amici, quelli che si prendono cura di te quando tu sei in riserva di energie, capaci di darti amore e coccole per strapparti un sorriso costringendoti a festeggiare un compleanno che non avresti mai voluto festeggiare;

è un passo avanti malgrado tutti i casini avere un cuore grato, impaurito sì, vulnerabile perché colpito dal susseguirsi degli eventi, ma grato per tutto questo, consapevole che l’antidoto della paura è sempre la gratitudine.

Quindi sì, resiliente ancora una volta. Imparo. Mi rialzo. Ricomincio il mio viaggio  da qui, da dove finora mi hanno portato i miei passi.

Passi avanti, passi indietro… Ripartendo, sempre e comunque.

Grazie e Buon Anno!

Emanuela

Pubblicato in Emanuela Mazza | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento