Progresso e non perfezione

Progresso e non perfezione. Una frase, quasi uno slogan, che negli anni ho sentito più volte e in contesti diversi. Sentita sì…tanto…ascoltata un po’ meno! Fino a quando, qualche anno fa, l’ho fatta mia e, finalmente, ho tirato un sospiro di sollievo. Mi sono detta Wow! Benvenuta fra i comuni mortali che non solo si permettono di sbagliare ma addirittura si permettono di imparare dai propri errori e, magicamente, di PROGREDIRE! Non più un presunto schema di perfezione che, oltre ad essere impossibile da raggiungere, spesso e volentieri è dettato da altri, viene da regole e aspettative  di altri e/o dalle regole di un gioco che non abbiamo stabilito noi. Quel giorno è stata una vera liberazione. “La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa” scriveva  il filosofo dell’idealismo tedesco Johann Gottlieb Fichte, alla fine del 1700, essere cioè perfettibili in una spinta costante nel tempo al progresso, giorno per giorno, superando i nostri limiti step by step tendendo alla perfezione come in matematica si tende all’infinito.

Questo è quello che io voglio fare e questo è quello che voglio insegnare ai miei figli; questo è quello che voglio trasmettere e condividere con le persone più o meno vicine a me: parenti, amici, clienti…

Progredire mi dà il privilegio di poter celebrare ogni piccolo mattoncino che aggiungo alla mia costruzione, e sottolineo mia; la costruzione del mio progetto, di me, di chi voglio essere. Per Epicuro la felicità non poteva prescindere dalla domanda Chi sono io? e dall’autorealizzazione della propria natura. Oggi so quanto sia importante pormi ogni giorno questa domanda e allineare le mie azioni con i miei valori, con la mia identità.

E il giorno che cado, che sbaglio, che mi ritrovo in panne…Wow! la libertà di potermi rialzare con un pezzetto in più del puzzle della consapevolezza. E così, anche l’errore, anche la caduta, anche il momento di defaillance diventa funzionale, propedeutico alla mia crescita e al raggiungimento della meta finale. Significa che progredire mi dà anche il privilegio di pter celebrare gli errori! E questa è stata una vera e propria rivoluzione per me,  nota anche come signorina Rottermayer.

Un giorno scopri che è possibile sbagliare e che non muore proprio nessuno se sbagli; scopri che puoi cambiare idea e pensarla diversamente da come tutto, o quasi, il  mondo intorno a te si aspetta! E scopri che non hai paura di dire la tua, assertivamente, senza l’ansia della bambina che ha paura di essere messa a tacere per la milionesima volta; scopri che puoi esistere e ti accorgi che non solo puoi dire la tua, ma anche che una parte di mondo ti ascolta, ti accoglie e ti riconosce per chi sei veramente dandoti il valore che meriti. E, cosa ancora più grande, scopri che puoi guardare riconoscere gli altri per quello che realmente sono, senza idealizzarli e/o senza metterti tu al di sopra o al di sotto…diventi e ti senti persona. Scopri che relazioni sane, di scambio e stima reciproche, stanno prendendo il posto delle relazioni tossiche, sì, proprio quelle che sono state le tue dosi e che stai lasciando andare, un giorno alla volta non senza fatica e dolore; scopri, con la meraviglia di chi sembra guardare il mondo per la prima volta, o di un bambino che ha in mano un nuovo gioco, che il nuovo gioco si chiama progresso e non perfezione. E questa volta le regole sei tu a stabilirle e sei libero di cambiarle all’occorrenza; non c’è una tabella di marcia da seguire, uno schema preconfezionato a cui corrispondere…c’è semplicemente una vita da vivere, la tua, così come la mia.

La PNL mi ha insegnato a pormi nuove buone domande per trovare nuove buone risposte. In questi giorni sto leggendo libri su libri solo per imparare sempre meglio a fare nuove buone domande a me stessa e ai  clienti per le sessioni di coaching. E capisco che potrei  leggere e studiare all’infinito e continuerei a trovarne. E questa è la cosa straordinaria del coaching, per me che ho dovuto e voluto sempre inscatolare tutto o dividere il mondo tra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato: non c’è la domanda o la risposta giuste o sbagliate; è un cruciverba a schema libero dove posso trovare le risposte giuste per me in un dato momento e in una data situazione.

Vi siete mai posti queste domande? Com’è il vostro cruciverba della vita? A schema libero o preconfezionato? Chi detta le regole del tuo gioco? O, prendendo in prestito un’espressione della PNL, Chi guida il tuo autobus?

Io sì. E devo ammettere che all’inizio, quando mi sono resa conto che gran parte della mia vita era stata condizionata da tutto fuorché da me, è stato un trauma. Nel programma dei 12 Passi parlano delle 3A: Accorgersi, Accettare e Agire. E il mio progresso è cominciato da qualcosa che assomiglia a queste A: la consapevolezza, la flessibilità e l’azione, in un work in progress costante.
E, una volta imparato tutto questo? Qual è il contributo che posso e voglio dare? Aiutare gli altri a trovare le  risposte e le risorse giuste per loro!

Buon week-end!

Emanuela

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Informazioni su emanuelamazza

Emanuela Mazza, mamma di 4 figli. NLP Trainer certificata dalla NLP University Santa Cruz da Robert Dilts e NLP Coach certificato dalla Society of NLP si è formata con il co-fondatore della PNL: Richard Bandler, e con formatori di fama internazionale tra cui: John La Valle, Anthony Robbins, Owen Fitzpatrick, Philip Holt, Robert Dilts e Judith De Lozier. Autrice del libro autobiografico Quando ti svegli. Storia di un trapianto di fegato (Armando Editore). Ha un’esperienza pluriennale in diversi settori della comunicazione: radio, carta stampata, pubblicità , produzione di audiovisivi , dove si è occupata di gestione e coordinamento di progetti di comunicazione a 360 gradi in Agenzie di Pubblicità Internazionali, in RAI, Publitalia e Mediaset. Presidente dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato. Ha ricoperto un ruolo direttivo e organizzativo nello startup della FIRE Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia è responsabile del Centro Studi sulla Comunicazione Medico-Paziente di Extraordinary. È docente in corsi per medici sulla comunicazione efficace all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia, al Centro Nazionale Trapianti e in corsi di formazione per insegnanti con l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Roma. Coach agli Stage del Tour Music Fest presso il C.E.T. Centro Europeo Toscolano di Mogol.
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Una risposta a Progresso e non perfezione

  1. pablo ha detto:

    Bell’articolo!
    Grazie!

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