Quo vadis?

Ieri mattina ho passato un po’ di tempo alla Stazione Termini. Dovevo prendere un treno che è partito con quasi un’ora di ritardo. Così, tra l’anticipo con cui sono arrivata alla stazione e il ritardo del treno ho avuto il tempo di fare un gioco che facevo quando ero bambina: ho osservato le persone intorno a me immaginando a cosa stessero pensando facendo partire immagini, pensieri, in un flusso di sequenze in alcuni casi affascinanti. Ho visto persone di tutti i tipi tra età, sesso, nazionalità, cultura, professione…persone in arrivo o in partenza, sole o accompagnate; eppure ho avuto la netta sensazione di poterle dividere in due macrocategorie: quelli aperti all’altro, ricettivi rispetto a ciò che c’era intorno a loro, e quelli completamente raggomitolati nei loro pensieri, su loro stessi. Questi ultimi li identifico un po’ dalla postura, da come camminano, di corsa o lentamente…è uguale, ognuno in una sua bolla personale che ha poco o niente a che spartire con gli altri e con l’ambiente. Da come urtano qualcuno senza nemmeno girarsi a chiedere scusa. Ci sono ma sembrano assenti. Sembra che scappino da qualcosa. I primi, pronti a elargire un sorriso e a dire buona giornata anche mentre comprano il giornale o chiedono informazioni per il cambio prenotazione. L’osservazione è empirica, lo so. Ma mi ha dato lo spunto per una riflessione leggendo i risultati delle elezioni amministrative nelle varie città e i vari commenti sul giornale. Alcuni commenti dicono che questi sono risultati dovuti all’alto astensionismo. Altri li attribuiscono all’allontanamento degli Italiani da quello che non vogliono. Lungi da me commentare dal punto di vista politico: non ho il ruolo per farlo né tanto meno la competenza. Ma mi chiedo se e quando ci sarà in Italia un partito, un movimento, un’entità che proponga un vero progetto, un obiettivo, un’idea da portare avanti e realizzare. Continuiamo ad assistere a campagne antiqualcosa e/o antiqualcuno, antipolitica compresa. È capitato anche a me. Recentemente ho lanciato una campagna di prevenzione e informazione sul consumo di alcol e di sensibilizzazione sulla donazione degli organi rivolta ai giovani, realizzata dall’Associazione Amici del Trapianto di Fegato che presiedo, in collaborazione con il Tour Music Fest. Obiettivo? Puntare sul talento dei ragazzi con il concorso musicale Song 4 Life, dare un messaggio positivo, credere in loro e far sì che loro credano in se stessi e sviluppino le loro potenzialità. Io non mi sono inventata niente! Martin Seligman, pioniere della psicologia positiva, e tutti coloro che sono venuti dopo di lui lo hanno già dimostrato. Puntare sull’ottimismo, emozioni positive e potenzialità funziona! Alcuni feedback che abbiamo ricevuto sono stati del tipo “così non combatterete e non sconfiggerete l’alcolismo”.  Non sto giudicando niente e nessuno, anzi ho ringraziato per i feedback dati sia a me che ad Andrea Di Giovanni, autore e interprete della canzone CREDICI, colonna sonora della campagna. Dico solo che siamo abituati così: o andiamo contro qualcosa o ci sembra che non possa funzionare. La buona notizia è che possiamo cambiare abitudini! Quando lavoro con i miei clienti come coach, e loro definendo gli obiettivi dicono non voglio fare/avere/essere questa cosa, la mia domanda, come quella di qualsiasi bravo coach, è e se non vuoi fare/avere/essere questa cosa…cosa vuoi? Oppure se non vuoi essere così come vuoi essere? In poche parole VERSO dove vuoi andare? Cosa VUOI veramente raggiungere? Per te e/o per gli altri se si tratta per esempio di un responsabile di un’azienda. Se avessi l’occasione di parlare, scrivere, o magari twittare, visto che sto imparando anche questo, ai nostri politici di qualsiasi parte e colore domanderei proprio questo: dove stiamo andando? Se volete guidare “l’autobus Italia” dove volete portarlo? Perché magari potrebbero scoprire che hanno intenzione di portarlo in un posto bellissimo solo che ancora non lo sanno o, almeno, non l’hanno ancora comunicato ai passeggeri. E anche tu, da passeggero, potresti porti una domanda simile: chi sta guidando il tuo autobus? Dove VUOI VERAMENTE andare? E a chi vuoi far guidare l’”autobus Italia”? In base a cosa vuoi fare le tue scelte? Per le cose che vuoi combattere  o per quelle che vuoi ottenere e costruire? E’ la domanda che ho fatto a me stessa e che qualcuno ha fatto a me relativamente alla mia vita qualche anno fa: a chi stavo facendo guidare il mio autobus? E, dopo aver deciso di volerlo finalmente guidare io, DOVE VOLEVO VERAMENTE ANDARE al posto di “da cosa stavo scappando”? E’ una questione di punti di vista. Come sempre. E mentre osservavo le persone camminare, correre, sorridere, ascoltare musica, leggere, scrivere, abbracciarsi, salutarsi, scontrarsi, telefonare, aggiornare gli stati su Facebook …un’immagine straordinaria: due bei signori, un uomo e una donna, anziani, con i capelli grigi entrambi, quasi chiusi in una bolla, la loro bolla, decontestualizzata da tutto il tran tran tran intorno e allo stesso tempo completamente integrata e in armonia con esso, camminare mano nella mano, VERSO il loro treno, con un sorriso e una luce sul viso che esprimevano una grande tenerezza fra loro e la serenità di chi si sente al posto giusto nel momento giusto. Lei, con una borsa di stoffa blu con i manici sulla spalla e su una scritta di  Fëdor Dostoevskij Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere,ma anche nel sapere per che cosa si vive. Loro sì… mi hanno dato la sensazione di esprimere a pieno quel potere del visibile che è nell’invisibile, di sapere per cosa vivono, perché fanno quello che fanno, di aver scelto VERSO dove andare, cosa volere e di averlo raggiunto. E continuano a farlo. E tu…quo vadis?

🙂 Emanuela

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Informazioni su emanuelamazza

Emanuela Mazza, mamma di 4 figli. NLP Trainer certificata dalla NLP University Santa Cruz da Robert Dilts e NLP Coach certificato dalla Society of NLP si è formata con il co-fondatore della PNL: Richard Bandler, e con formatori di fama internazionale tra cui: John La Valle, Anthony Robbins, Owen Fitzpatrick, Philip Holt, Robert Dilts e Judith De Lozier. Autrice del libro autobiografico Quando ti svegli. Storia di un trapianto di fegato (Armando Editore). Ha un’esperienza pluriennale in diversi settori della comunicazione: radio, carta stampata, pubblicità , produzione di audiovisivi , dove si è occupata di gestione e coordinamento di progetti di comunicazione a 360 gradi in Agenzie di Pubblicità Internazionali, in RAI, Publitalia e Mediaset. Presidente dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato. Ha ricoperto un ruolo direttivo e organizzativo nello startup della FIRE Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia è responsabile del Centro Studi sulla Comunicazione Medico-Paziente di Extraordinary. È docente in corsi per medici sulla comunicazione efficace all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia, al Centro Nazionale Trapianti e in corsi di formazione per insegnanti con l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Roma. Coach agli Stage del Tour Music Fest presso il C.E.T. Centro Europeo Toscolano di Mogol.
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Una risposta a Quo vadis?

  1. Alessia ha detto:

    Sei il mio mito….come donna, come mamma, come amica, come sorella…ma soprattutto come persona …..grazie di esistere e grazie a Dio di averti messa sulla mia strada ……

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