Chiudere i cicli

chiusura ciclo

“Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine.

     Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo:

non importa come lo si definisca, ciò che conta

è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.”

Paulo Coelho

…lasciando spazio a nuovi cicli, nuovi apprendimenti, nuove consapevolezze… nuove orme… nuovi viaggi e nuovi compagni di viaggio pur custodendo come qualcosa di prezioso tutte le persone e tutte le esperienze che hanno contribuito a farti arrivare dove sei.

Ogni volta che mi sono trovata di fronte a un ciclo che stava chiudendosi più o meno sono successe cose analoghe. Non ero io che stavo chiudendo quel determinato ciclo. Io mi stavo limitando a rendermi conto che quel ciclo si stava chiudendo da solo, si stava esaurendo. Aveva compiuto quello che doveva compiere. Poteva trattarsi di un rapporto sentimentale, o di un’amicizia, o di uno sport, o di una collaborazione professionale… Persino con il mio matrimonio è andata così.

In ogni situazione la mia azione è stata solo quella di guardare le cose per come erano, per come erano diventate, non necessariamente peggio o meglio, semplicemente trasformate in un processo che aveva esaurito il giro di pista previsto.

All’inizio… percepirlo con la pancia, con qualche corda che senti toccata in modo insolito, ti fa un po’ male, ti sorprende, ti coglie impreparato… e allora lasci correre… fai sì che sia il tempo a darti dei segnali… aspetti mettendoti nella posizione dell’osservatore. Fino a quando non passi questa sensazione alla parte razionale di te che comincia a mettersi in diverse posizioni fino  ad avere il coraggio di guardare la realtà, la vita, la situazione, le persone, i rapporti… per quello che sono, e non per come dovrebbero essere o per come vorresti che siano. E proprio da questo imparare qualcosa, cambiare livello e lasciare che anche gli altri lo facciano.

Nel mio lavoro di Coach, mi capita spesso con i clienti che arrivano, iniziano con me un percorso che in genere dura 5-6 mesi e poi, una volta portati a un livello di consapevolezza profonda i nuovi apprendimenti, una volta raggiunti i risultati e acquisite le nuove abitudini e strategie… volano con le loro ali per proseguire altrove il loro viaggio, dotati di nuovi strumenti per affrontarlo.

Io credo che ogni persona, ogni esperienza siano Maestri che si incontrano, lezioni che la vita ci dà sotto varie specie. Giuste, al momento giusto. Per un tempo determinato. Un ciclo. E, come ho scritto recentemente in un mio post su Facebook

Il miglior Maestro è quello che ti mostra dove guardare affinché tu scopri la meraviglia che sei e di avere le ali; ti allena, un giorno alla volta, affinché impari a volare. E poi… sa riconoscere quando il suo compito è finito e ti lascia andare e ti guarda spiccare il volo. Le ali le hai già, e ormai sai di averle così come sei consapevole di te, di chi sei davvero. Non ti resta che spiccare il volo e… volare.

E aggiungo… per volare al livello successivo, a imparare la prossima lezione dal prossimo Maestro.

E’ per questo che “Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo…”

perché è l’unico modo per scriverne un altro.

Grazie ❤

Emanuela

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Informazioni su emanuelamazza

Emanuela Mazza, mamma di 4 figli. NLP Trainer certificata dalla NLP University Santa Cruz da Robert Dilts e NLP Coach certificato dalla Society of NLP si è formata con il co-fondatore della PNL: Richard Bandler, e con formatori di fama internazionale tra cui: John La Valle, Anthony Robbins, Owen Fitzpatrick, Philip Holt, Robert Dilts e Judith De Lozier. Autrice del libro autobiografico Quando ti svegli. Storia di un trapianto di fegato (Armando Editore). Ha un’esperienza pluriennale in diversi settori della comunicazione: radio, carta stampata, pubblicità , produzione di audiovisivi , dove si è occupata di gestione e coordinamento di progetti di comunicazione a 360 gradi in Agenzie di Pubblicità Internazionali, in RAI, Publitalia e Mediaset. Presidente dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato. Ha ricoperto un ruolo direttivo e organizzativo nello startup della FIRE Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia è responsabile del Centro Studi sulla Comunicazione Medico-Paziente di Extraordinary. È docente in corsi per medici sulla comunicazione efficace all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Medicina e Chirurgia, al Centro Nazionale Trapianti e in corsi di formazione per insegnanti con l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Roma. Coach agli Stage del Tour Music Fest presso il C.E.T. Centro Europeo Toscolano di Mogol.
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3 risposte a Chiudere i cicli

  1. Mirko ha detto:

    ma che bel post! grazie a te Emanuela.

  2. Mirko De Dominicis ha detto:

    l’ho riletto oggi e confermo la prima impressione del post

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